Utente: intrablog
Nome: © ANTERSASS CASA EDITRICE - Concept, credits & disclaimer by Alberto Peruffo + www.intraisass.it -> community

PRIMO PIANO
haeréo


ANTIGRAVITY SYSTEM INSTRUMENTs
IL NUOVO ATTACCO DI MONTURA
superleggero e tecnologico
PER LO SCI ALPINISMO

sostenitori
ricerca STORICO-CULTURALE


>> Cles
>>
Bruneck
>>
Bassano Del Grappa
>> Salzburg
>> Isera
>>
Tarvisio

>> brianza
>> milano


NEWS + nuovi prodotti
>> weekend
ski alp race 28/29 novembre 2009
>> nuova racchetta de neve
snow cube


Spedizioni e trekking
IN TUTTO IL MONDO
>> PARTENZE WORK IN PROGRESS


S.C.A.R.P.A.
>> Skiing
>> Climbing


a un passo dal cielo
la nuova alpguide antersass

Festival Flowers - Antersass Casa Editrice in collaborazione con il TRENTOfilmFESTIVAL
24 nuovi itinerari alpinistici
e racconti sulle PICCOLE DOLOMITI

€22,00 richiedila << qui >>
(incluse spese spedizione)


le guide
ANTERSASS

antersass
varazze block
alto vicentino
lumignano

the sad smoky mountains
& skyscrapers
>> Throughout the world in proximity of the arrival of the Olympic torch on the summit of Mount Everest + the inauguration of the Olympics in Peking >>
NEW YORK 26/12/08
Alberto Peruffo + The Sad Smoky Mountains

THE EXPLORERS WEB AWARDS

intraisass3

è arrivata la nuova raccolta €18,00 richiedila << qui >>
(incluse spese spedizione)

redazione



utilità

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

visite

visitato *loading* volte

A CURA DI CARLO CACCIA >> REDAZIONE  redazione@intraisass.it >> LECCO-VICENZA ITALY

giovedì, 25 settembre 2008

KUNLUN: ALTRE PRIME ASSOLUTE

postato da carlocaccia alle 11:58 in cina, kunlun

Incuranti delle notizie dell'ultima ora, approfittando della recente salita di Marco Cattaneo, Hervé Barmasse e Fabio Salini nella zona del Muztagh Ata (si veda il post qui sotto), dedichiamo lo spazio di oggi ad altre prime assolute nella medesima area, che merita di essere conosciuta meglio. Le scalate, dell'estate 2007, portano la firma di un gruppo britannico composto da John Allen, David Barker, Joe Howard, Kevin e Isobel Mulligan, Richard Taylor e Neil Willat. I sette alpinisti, piazzato il campo base a 4500 metri di quota sul Kuksay Glacier, la grande colata che scende dal versante orientale del Muztagh Ata (7546 m, catena del Kunlun, Sinkiang, Cina), assai meno frequentato di quello occidentale (lungo cui si svolge la facile via normale, ben visibile dalla Karakorum Highway), si sono subito dati da fare. La prima cima a “cadere”, per una via valutata PD risolta da Allen, Howard, Kevin Mulligan e Taylor, è stato il Peak 4976 (ribattezzato Kichineky Tagh ossia “Piccola montagna”), che si innalza dal ghiacciaio a poca distanza, in direzione sud-ovest, dal campo base. È stata poi la volta del Peak 5582 (oggi Chiatuk), situato appena a ovest del Kala Peak (5643 m) lungo il crinale che chiude a sud il circo del Kuksay Glacier. Allen e Barker lo hanno salito il 30 luglio per la parete nord-ovest, alta 700 metri e caratterizzata da una fascia rocciosa mediana che rappresenta il tratto chiave dell'itinerario (valutato TD e sfruttato anche per la discesa, con alcune corde doppie). Il 2 agosto, se Barker, Howard, Allen e Taylor si sono spinti lungo il ghiacciaio a ovest del Chiatuk, intenzionati a tentare uno sperone non quotato (The Barrel, “Il barile”) e il Peak 5496, Kevin e Isobel Mulligan con Willat si sono mossi nella direzione opposta puntando al Peak 5485, sette chilometri a est del campo base. Barker e Howard, attaccato il Peak 5496 il giorno successivo, hanno fatto presto dietro front (la montagna era in cattive condizioni) e, raggiunti Allen e Taylor sul cosiddetto Barrel, hanno continuato con loro fino alla vetta, quotata 5313 metri e battezzata Yilpiz (“Leopardo delle nevi”). Completata la via (10 lunghezze di corda e tratti di conserva, TD, ghiaccio attorno ai 60°), i quattro amici si sono calati lungo la stessa rimettendo piede al campo avanzato dopo undici ore di fatica. Tornando ai Mulligan e a Willat: il Peak 5485, salito per il versante ovest e ribattezzato Tiltagh, in verità non ha opposto loro troppa resistenza. L'unico inconveniente è stato il terribile, infinito ghiaione iniziale (500 metri!): il passaggio obbligato per raggiungere il più rilassante e non ripido (PD) pendio nevoso sotto la vetta.

Muztagh Ata

La zona del Muztagh Ata (Kunlun) con, evidenziate in blu, le cime salite dalla spedizione britannica

Muztagh1

L'Yilpiz (5313 m) da nord con la via seguita da Barker, Howard, Allen e Taylor (foto di John Allen, www.alpinist.com)

link al post | categoria cina, kunlun
martedì, 23 settembre 2008

UN REGALO E UNA DEDICA

postato da carlocaccia alle 11:24 in cina, kunlun

ESPLORAZIONE PER PASSIONE NELLA ZONA DEL MUZTAGH ATA (KUNLUN, CINA): IL COMASCO MARCO CATTANEO, CON LE GUIDE HERVÉ BARMASSE E FABIO SALINI, IL 16 SETTEMBRE 2008 HA MESSO A SEGNO LA PRIMA ASSOLUTA DI UNA CIMA INVIOLATA DI 6250 METRI, BATTEZZANDOLA MIKI SEL

Notizie come questa fanno bene all'alpinismo: gli danno aria, lo lavano per bene dalle polemiche e dalle chiacchiere inutili e mantengono viva la voglia di continuare per apprezzare ciò che soltanto le montagne, in un certo modo (perché anche altre passioni danno immense soddisfazioni), sanno regalare. Bene: la storia di oggi è quella di un alpinista per passione, Marco Cattaneo da Como (precisamente del Cai di Monte Olimpino, che un tempo faceva comune a sé mentre oggi è una frazione del capoluogo), che conoscendo due guide, Hervé Barmasse da Valtournenche e Fabio Salini da Morbegno, in occasione del suo quarantesimo compleanno ha pensato di farsi un regalo “diverso” e dedicarlo alla moglie. Una prima assoluta? Proprio così. Niente di tecnicamente trascendentale, certo, ma un'avventura all'insegna della gioia e dell'amicizia che ha raggiunto il proprio culmine alle 16 del 16 settembre 2008, quando Marco, Hervé e Fabio hanno messo piede, prima di chiunque altro, su una cima di 6250 metri nella zona del Muztagh Ata, il celebre e frequentato gigante bianco di 7546 metri della catena del Kunlun (nel Sinkiang, all'estremità occidentale della Repubblica popolare cinese). Se per Hervé, dopo il successo sul Bekka Brakai Chhok del 1° agosto scorso (www.intotherocks.splinder.com/post/18147154), si è trattato della seconda prima assoluta dell'anno, anche se molto meno problematica, per Marco quei pochi minuti in vetta, dopo una salita di circa 3000 metri in stile alpino all'insegna del freddo e del vento, con un bivacco a quota 5200, sono stati un'esplosione di contentezza con pochi eguali: «Sfinito e sorridente Marco si è rilassato – ci ha scritto Hervé via e-mail –, liberando in urla di felicità, con grandi abbracci e strette di mano, la tensione accumulata nei dieci giorni che hanno preceduto la salita». Dalla vetta di quella cima non più senza nome, perché Marco ha voluto dedicarla a sua moglie chiamandola Miki Sel, gli sguardi sono scivolati lontani verso i colossi pakistani e la fantasia ha cominciato a galoppare: il Karakorum e l'Hindukush sono ancora mondi in buona parte da scoprire, sorgenti di gioia che poi, una volta a casa, è sempre difficile raccontare. Grandi altezze, difficoltà, rischi? L'alpinismo è anche questo, naturalmente. Ma attenzione: ci può essere anche dell'altro, come spiega bene lo stesso Barmasse che venerdì, con i suoi compagni, sarà di nuovo in Italia. «Salite in stile alpino come questa – scrive la guida valdostana – sono spesso riportate a pieno merito sulle riviste e sui siti web specializzati. Tuttavia, ciò che oggi mi rende più felice, non è l'essere riuscito in un'impresa come alpinista, bensì come guida. Io e Fabio, con Marco, abbiamo realizzato un'esperienza rara, che si distingue dalle solite notizie di alpinismo perché, finalmente, il protagonista non è stato un “superalpinista” ma una persona che ama la montagna e aspetta il fine settimana per fuggire dalla città e ritrovare la pace e il silenzio della natura. Personalmente, dopo aver accompagnato Marco in questo viaggio, mi sento un privilegiato».

E ora.... relax in Kalymnos piccola

I tre protagonisti: Marco Cattaneo, Hervé Barmasse e Fabio Salini

Sprofondando-nella-neve piccola

Un momento della salita

Verso-la-vetta piccola

Il traguardo si avvicina...

Ultimi-metri piccola

Gli ultimi metri prima della cima: le condizioni meteo non sono proprio ideali...

Marco-esulta-in-vetta piccola

Marco Cattaneo esultante sulla vetta del Miki Sel

Tracciato-Miky-Sel piccola

Il Miki Sel con la via seguita da Cattaneo, Barmasse e Salini

Marco-Cattaneo-gioisce-a-Ka piccola

Tutta la gioia di Marco. Alle sue spalle il lago Karakul, lungo la Karakorum Highway, e il placido versante nord-occidentale del Muztagh Ata: il più facile dei Settemila

Foto: arch. Hervé Barmasse

link al post | categoria cina, kunlun
giovedì, 03 gennaio 2008

FINLANDESI ALLA CONQUISTA DELLA CINA

postato da carlocaccia alle 11:49 in kunlun

CAMPAGNA ESPLORATIVA NEL KUNLUN PER LAURI HAMALAINEN E COMPAGNI: RIUSCITE QUATTRO PRIME ASSOLUTE

Durante lo scorso mese di agosto una squadra di alpinisti finlandesi ha operato in Cina nella regione del Kunlun: gigantesco sistema di catene montuose che borda a settentrione l'altopiano tibetano. Lasciato il villaggio di Tadjik il 4 agosto, la spedizione (composta da Lauri Hamalainen, Henri Arjanne, Veli-Matti Helke, Rauno Ravantti, Teemu Saarikivi, Kalle Berg, Mikko Piironen e Andrey Ershov) ha piazzato il campo base a 4500 metri di quota. Il primo successo è arrivato dopo alcuni giorni di puntate esplorative lungo i ghiacciai della zona, alla ricerca di linee percorribili in stile alpino su quelle innumerevoli cime di oltre 6000 metri. Nel mirino dei finlandesi il Peak 6355 (ribattezzato Manse), scalato il 13 agosto per il versante sud-ovest (Karakul Gringos, 900 m, 65°, D+) da Hamalainen e Arjanne (dopo due giorni interi di difficile marcia di avvicinamento lungo il Kokosel Glacier fino al campo base avanzato a quota 5450). Il 14 agosto è arrivato quindi il turno del Peak 6013 (God Tang) che si innalza a poca distanza – circa un chilometro – dal Manse. La cima è stata raggiunta alle 14, per la parete ovest, dalla squadra al completo: la via, chiamata Petite Mountain Sickness, si sviluppa per 500 metri di cui i primi 300 su neve e gli ultimi 180 su ghiaccio a 60°. In mezzo un breve risalto roccioso valutato M5, da cui dipende la valutazione complessiva della linea: D+. Il 19 agosto, dopo quattro giorni di brutto tempo, Hamalainen e Arjanne hanno deciso di tentare il Peak 6046: splendida cima, ribattezzata Peak Ye Zi, nei pressi del campo base. I due amici, individuata una linea di salita sul versante meridionale, l'hanno percorsa senza alcuna difficoltà per 1100 metri ma, giunti a quota 5650, si sono trovati a tu per tu con una difficile fascia rocciosa che li ha costretti a ritirarsi. Il successo è arrivato il 22 agosto per una via diversa che si svolge prima lungo la parete ovest (650 metri di ghiaccio a 60-70°) e poi per la parte superiore della cresta sud (300 metri caratterizzati da ripidi pendii di neve e da alcuni risalti di roccia). Curioso il nome della via, risolta in nove ore: A man who dances like a Tibetan (950 m, TD-). La quarta prima assoluta della spedizione è arrivata il giorno seguente, 23 agosto, sul Peak 6045 (Peak Lazio), a tre chilometri dal Peak Ye Zi: Veli-Matti Helke, Rauno Ravantti e Mikko Piironen hanno attaccato la montagna da sud e, salito un facile canalone (500 m, 50°), hanno quindi percorso la cresta sud-ovest fino alla vetta. L'itinerario, tracciato in nove ore, è stato chiamato Island Couloir (950 m, AD).

kunlun-1

Il Peak 6355 (Manse, a sinistra) con la via Karakul Gringos e il Peak 6013 (God Tang) salito dai finlandesi per la parete ovest

kunlun-4

Il Peak 6046 (Peak Ye Zi) tentato (linea a destra) e quindi salito (linea a sinistra) da Hamalainen e Arjanne

kunlun-5

Il Peak 6045 (Peak Lazio) con l'evidente Island Couloir

Foto: arch. Hamalainen-Piironen (www.alpinist.com)

link al post | categoria kunlun