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giovedì, 08 novembre 2007

SOLITARI

postato da carlocaccia alle 09:10 in nordamerica, pirenei

VÍCTOR GRAU SERRAT: IL COLLEZIONISTA DEI PIRENEI

Dopo quella di Miha Valič e compagni sui Quattromila delle Alpi (si veda il post del 19 aprile) e quella di Franco Nicolini e Mirko Mezzanotte sui Tremila delle Dolomiti, la terza “collezione completa” di cime del 2007 porta la firma di Víctor Grau Serrat. Il ventinovenne spagnolo, in perfetta solitudine, ha infatti salito nel giro di dodici mesi tutti i Tremila dei Pirenei: 213 vette scalate in 31 giorni effettivi. Alcune precisazioni: il giovane alpinista non ha sempre scelto le vie più semplici (qualche volta, anzi, ha proprio deciso di complicarsi la vita...), ha salito più di metà (109) delle cime durante lo scorso mese di luglio ed è arrivato a mettere nello zaino fino a 22 successi in un solo giorno.

STÉPHANE PERRON: LA FEDE ASSOLUTA NELL'AUTOASSICURAZIONE

Da solo ma senza rinunciare alla libera, fidandosi al cento per cento dell'autoassicurazione: è questa la filosofia di Stéphane Perron, canadese, 33 anni, di professione insegnante di fisica, che nel maggio scorso ha salito nel “suo” stile i 37 tiri di corda – difficoltà massima 7c – di Free Rider su El Capitan, nella californiana Yosemite Valley. L'avventura di Stéphane è durata sette giorni, con tre lunghezze riuscite al secondo tentativo a causa di altrettanti voli. Da notare che dopo le cadute il nostro protagonista ha sempre completato i tiri e, durante le calate per tornare alle soste inferiori e quindi ripartire, ha sempre recuperato tutte le protezioni. In precedenza, prima di riuscire su Free Rider, Perron aveva raggiunto il suo obiettivo (ascensione solitaria in libera) lungo The Crucifix (7a+) sull'Higher Cathedral Rock (in nove ore). Per concludere: se all'impegno della scalata free aggiungiamo il problema (anche psicologico) dell'autoassicurazione, i recuperi del saccone, le calate e infine le risalite, la settimana passata su El Capitan dal solitario canadese assume le sue vere dimensioni, per nulla indifferenti.

link al post | categoria nordamerica, pirenei
martedì, 12 giugno 2007

CRONACHE PIRENAICHE

postato da carlocaccia alle 09:30 in pirenei

TRIS DI VIE ALL'INSEGNA DELL'ALTA DIFFICOLTÀ (E DEI CHIODI LONTANI…) PER CHRISTIAN RAVIER E COMPAGNI

Ravier 3Christian Ravier (nella foto a lato): con lui antico e moderno vanno sempre a braccetto. Non ci credete? Per convincervi date un'occhiata alle ultime creazioni della guida di Pau che recentemente, con un nutrito gruppo di soci, ha lasciato per ben tre volte la sua firma inconfondibile sulle pareti del versante meridionale dei Pirenei. La primavera verticale di Ravier, all'insegna delle protezioni tradizionali e distanziate (l'antico) e dell'alta difficoltà (il moderno), è cominciata in anticipo rispetto a quella del calendario. Il 1° marzo scorso, infatti, su una muraglia di conglomerato (quella roccia strana, che richiede molta attenzione: la foto qui sotto vale più di tante parole...) nei pressi di San Juan de la Peña, a Christian e Pierre Puiseux, è riuscita Fais gaffe!: una linea di 170 metri con difficoltà di 6b+. Poco più di un mese dopo, per la precisione l'8 aprile, nel mirino del nostro protagonista è finita la parete est della Peña de Ezkaurre (2045 m, valle di Ansó) dove, in compagnia di Cécile Munsch, Jean Etcheverry e Rémi Labourie, Ravier ha tracciato una linea breve (150 m) ma molto impegnativa (7a) su roccia eccellente: Tête d'oeuf. E per finire ecco il piatto forte, "cucinato" nel corso del mese di aprile sulla parete sud-est della "solita" Peña de Ezkaurre, molto apprezzata da Ravier. La nuova via, risolta con l'aiuto di Jacques Lacazes, Julien Laurent e Vincent Seger, è stata battezzata Népapeur! e, in 250 metri, oppone difficoltà di 7a e A2. Nei dettagli: 1ª lunghezza, 45 m, 6b, 3 chiodi; 2ª lunghezza, 50 m, 5+/6a, un chiodo, 3ª lunghezza, 40 m, 7a, 4 chiodi; 4ª lunghezza (grande tetto), 45 m, 6a e A2, 5 chiodi; 5ª lunghezza, 40 m, 6b+ e A1, 3 chiodi; 6ª lunghezza, 40 m, 6a+, 2 chiodi.

Conglomerato

Massima attenzione sul conglomerato di Fais gaffe! (www.barrabes.com)

Grande tetto

Il grande strapiombo della 4ª lunghezza di corda di Népapeur! (www.barrabes.com)

Fais gaffe

Il tracciato di Fais gaffe! (170 m, 6b+)

Népapeur

La parete sud-est della Peña de Ezkaurre con il tracciato di Népapeur! (250 m, 7a e A2). Si nota, sopra il notevole pilastro iniziale, il grande strapiombo obliquo della 4ª lunghezza di corda

link al post | categoria pirenei
martedì, 10 aprile 2007

CRONACHE SPAGNOLE (DAI PIRENEI FRANCESI)

postato da carlocaccia alle 09:59 in pirenei

COLLEZIONE DI SALITE SU GHIACCIO E MISTO PER I TALENTI DELL'"EQUIPO DE JÓVENES ALPINISTAS" DELLA "FEDERACIÓN ESPAÑOLA DE DEPORTES DE MONTAÑA Y ESCALADA"

PaladeIpApertura delle danze l'11 marzo, con Manuel Córdova e Mikel Zabalza impegnati sulla nord della Pala de Ip (2783 m): per loro i 700 metri della classica Ursi, trovata povera di ghiaccio e quindi piuttosto impegnativa (M7). Martín Moriyón, Sidarta Gallego e Simón Elías, lo stesso giorno, riuscivano a concludere in 4 ore un progetto sul Pic de Campane, nei pressi della stazione sciistica del Tourmalet. Si tratta di una linea di ghiaccio e misto battezzata Supergoulotte de Campane: 3 lunghezze da 60 metri con difficoltà di M8 (la prima), 3+ e M6 (la seconda) e 3 e M4+ (la terza). Lungo la via, definita "semisportiva" per la vicinanza alle piste e valutata complessivamente ED+, sono stati lasciati in tutto 9 chiodi, dei quali 6 di sosta e 3 lungo il primo tiro (per cui è necessario integrare abbondantemente). Il 14 marzo, con Manu Córdova e Javi Bueno, Simón Elías riusciva a spuntarla anche sul Pico Occidental de la Cascada (3095 m): 9 ore in parete per tracciare L'équipe, l'équipe, linea di 700 m (12 lunghezze di corda) con difficoltà massime di 6b+, WI5+ e M7 (valutazione complessiva ED+). La via è divisa in due parti, chiaramente distinte: la prima su ghiaccio e neve, non troppo difficile (5 e poi 60°, 4+, Monte Perdido4 e 3+), la seconda con lunghi tratti di misto, impegnativa ed esposta (M5+ e poi M7, 6b+, 5+, 4, 3+, 60° e 75°). Soltanto poche ore dopo l'apertura, il 15 marzo, ecco la prima ripetizione della prima parte della stessa via, firmata da Miriam Marco e Aitor Abendaño che raggiungevano la cima della montagna seguendo una bella cresta. Da segnalare, infine, due salite fino ai 3355 metri della vetta del Monte Perdido (per la parete nord e per la cresta nord-ovest), un tentativo di Manu Córdova, Javi Bueno e Simón Elías lungo la via Ravier (400 m, 6a e A1, TD+) della parete nord della Torre de Marboré (3009 m), la seconda ripetizione parziale de L'équipe, l'équipe (riuscita il 17 marzo a Sidarta Gallego e Martín Moriyón) e la cavalcata di Miriam Marco e Simón Elías lungo il canale sud-ovest del Soum de Ramond (3254 m), poi in cresta fino alla cima del Perdido e da lì a valle con gli sci.

Nella foto in alto, la Pala de Ip (www.infohielo.com). Qui sopra, la nord del Monte Perdido (www.balaitus.com)

PaladeIp 2

Sulla nord della Pala de Ip, lungo la classica Ursi (www.infohielo.com)

PaladeIp3

Ancora sulla Pala de Ip (www.infohielo.com)

Lequipelequipe

I difficili tiri di ghiaccio e misto de L'équipe, l'équipe sul Pico Occidental de la Cascada (www.alpinist.com)

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Il Monte Perdido (a sinistra) e il Soum de Ramond (www.balaitus.com)

simon_eliasdesnivel

Simón Elías (www.desnivel.com)

Sidarta Gallego

Sidarta Gallego (www.desnivel.com)

Javi Bueno

Javi Bueno (www.desnivel.com)

miriam_marco

Miriam Marco (www.desnivel.com)

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