



![]() Spedizioni e trekking IN TUTTO IL MONDO >> PARTENZE WORK IN PROGRESS |

S.C.A.R.P.A.
>>
Skiing
>>
Climbing
a un passo dal cielo
la nuova alpguide antersass

24 nuovi itinerari alpinistici
e racconti sulle PICCOLE DOLOMITI
€22,00
richiedila << qui
>>
(incluse spese spedizione)
le guide
ANTERSASS
![]()
varazze block
alto vicentino
lumignano
the sad smoky mountains
& skyscrapers
NEW YORK 26/12/08
Alberto Peruffo + The Sad Smoky Mountains
THE EXPLORERS WEB
AWARDS

A CURA DI CARLO CACCIA >> REDAZIONE redazione@intraisass.it >> LECCO-VICENZA ITALY
BEL SUCCESSO SULLA PEÑA TELERA (2764 m, PIRENEI) PER I FRATELLI SIMÓN E MARTÍN ELÍAS CHE, IL 10 MARZO 2009, HANNO SALITO INTEGRALMENTE I 1000 METRI DELLO SPERONE NORD-OVEST PER UNA COMBINAZIONE DI VIE CON DIFFICOLTÀ FINO ALL'M8
Torniamo a parlare di loro, dei fratelli Simón e Martín Elías. Li abbiamo incontrati qualche giorno fa, con la loro via sulla Nord della Pala de Ip (www.intotherocks.splinder.com/post/20377320), e li ritroviamo oggi con una scalata che, se non è del tutto nuova, merita comunque attenzione. Perché il 10 marzo 2009, pochi giorni prima di cimentarsi sulla Pala de Ip, Simón e Martín hanno combinato tre difficili itinerari scalando così integralmente, per la prima volta, i 1000 metri dello sperone nord-ovest della Peña Telera: importante cima pirenaica di 2764 metri che si innalza sul fianco destro idrografico della Valle de Tena, pochi chilometri a sud della Pala de Ip (e quindi del confine con la Francia). L'avventura degli Elías è cominciata salendo La Prueba: una via di 250 metri, con difficoltà di M6+, aperta il 12 febbraio 2004 dallo stesso Simón con Jordi Corominas sul poderoso contrafforte basale dello sperone, a destra dell'attacco del canale della Gran Diagonal (una classica AD della Peña Telera). Dopo un traverso in discesa, un canalino con risalti a 75° e un altro traverso, la cordata ha poi raggiunto la temuta (e a quanto pare bellissima) Frenesí: la linea firmata il 14 marzo 2008, con non pochi problemi, da Josune Bereziartu e Rikar Otegi. Frenesí, che risolve il muro roccioso centrale dello sperone (per i fratelli Elías con difficoltà di 6b e M8), termina tuttavia molto in basso rispetto alla vetta. Così, ad un certo punto, Simón e Martín l'hanno abbandonata piegando a sinistra su terreno vergine e dopo 130 metri (due lunghezze: M6+ e 75°) hanno incontrato l'ultima parte de La Senda de los Cuervos (Isidoro Sanchez ed Enrique Villasur, 19 agosto 1996, 400 m, in inverno M5+ e 90°) percorrendola fino in cima. Scesi per il Corredor de la Y i due fratelli hanno raggiunto il furgone al parcheggio attorno alle 21, dopo 17 ore di azione ininterrotta, e hanno deciso di battezzare la loro salita Triple Bum: la linea invernale dello sperone roccioso più imponente dei Pirenei.
Sopra: sullo sperone nord-ovest della Peña Telera, lungo il tiro chiave (M8) di Frenesí (www.simonelias.com)

Il versante settentrionale della Peña Telera (2764 m, Pirenei centrali) con la linea salita da Simón e Martín Elías sullo sperone nord-ovest
FANTASIA INVERNALE SULLA PALA DE IP (PIRENEI): VIE NUOVE SULLA PARETE NORD PER GLI SPAGNOLI SIMÓN E MARTÍN ELÍAS E PER I FRANCESI RÉMY THIVEL, RÉMY LABORDE E RICHARD DUPONT
Nei Pirenei Aragonesi, in Spagna ma ad un passo dalla Francia, a ovest della stazione sciistica di El Formigal, nella Valle del Tena, la parete nord della Pala de Ip (2783 m) ha poco da invidiare ad altre più blasonate colleghe. Perché quella muraglia di 700 metri, in inverno, diventa un banco di prova di primissimo ordine, dove le avventure sono assicurate. Così, durante l'ultima concentración de alpinsimo invernal dell'Equipo Español de Alpinismo (EEA), svoltasi dal 16 al 22 marzo 2009, gli sguardi dei giovani talenti iberici non potevano non posarsi su quella larga bastionata.
Il 17 marzo Javier Bueno, Mikel Bonilla e Simón Elías, partiti da El Formigal, hanno avviato le danze ripetendo la via Ursi, trovata molto secca e, di conseguenza, con l'M6 diventato 6b e i tratti solitamente ghiacciati trasformati in terreno da dry tooling. In ogni caso, pochi giorni prima della salita di Elías e compagni, la Ursi era già stata percorsa da una cordata anonima.
Due giorni dopo, il 19 marzo, lo stesso Simón Elías (classe 1975, nel 1997 ha firmato la quarta salita completa della Via dei Ragni sul Cerro Torre) si è legato con il fratello Martín (classe 1982) e, notando una possibilità nel settore sinistro della parete, ha nuovamente attaccato la Pala de Ip tracciando Anarquista busca sponsor (600 m, M6, 90°). Saliti senza troppi problemi (e praticamente al buio) i primi 300 metri, Simón e Martín sono andati avanti per due lunghezze su rampe di neve interrotte da brevi risalti rocciosi (con interessanti passi di misto) e, dopo un'ulteriore lunghezza per superare una splendida goulotte (ghiaccio duro e misto verticale) chiusa da una potente cornice, hanno raggiunto la sella da cui parte la cresta nord-est. Da lì, seguendo una cascata sulla parete est e non senza un traverso obbligato per le condizioni della parete (scaldata dal sole), la cordata ha infine raggiunto la vetta.
Le notizie dalla Nord della Pala de Ip, però, non sono finite. Il giorno prima della salita dei fratelli Elías, nel settore destro della muraglia e più precisamente tra la classica Ursi e il canalone nord-est, i francesi Rémy Thivel, Rémy Laborde e Richard Dupont hanno firmato una via (rimasta senza nome) che Thivel ha trovato davvero magnifica (a parte il tratto finale, dove la neve lasciava a desiderare). La linea francese, lunga 600 metri e lasciata completamente disattrezzata, si sviluppa su placche rocciose compatte (M6 e forse qualcosa in più) e su ghiaccio fino a 70°, per un TD+ di valutazione complessiva.
In alto: la parete nord della Pala de Ip con le vie Anarquista busca sponsor (in rosso) e Thivel-Laborde-Dupont. Qui sopra, Simón Elías (www.fedme.es)

Martín Elías sulla parete nord della Pala de Ip (foto Simón Elías, www.fedme.es)
VIA NUOVA PER MIKEL ZABALZA E UNAI MENDIA SULLA PARETE EST DEL PIC DU MIDI D'OSSAU (2884 m). BATTEZZATA LA SUERTE DE LOS VALIENTES (“IL DESTINO DEI VALOROSI”) È LUNGA 700 METRI E PRESENTA DIFFICOLTÀ DI V/5, M6 E 6a
A Pau, capoluogo del dipartimento dei Pirenei Atlantici, nella regione francese dell'Aquitania, nei pressi del confine con la Spagna, esiste il Boulevard des Pyrénées. Il perché del nome è presto detto: da quel viale, guardando verso sud, a una cinquantina di chilometri di distanza, spiccano le splendide cime dei Pirenei. Tra cui, inconfondibile per il suo isolamento e le sue forme ardite, il Pic du Midi d'Ossau (2884 m, al centro nella foto, www.larrajou.com). La montagna, che si trova in territorio francese, nelle scorse settimane è finita nel mirino degli spagnoli Mikel Zabalza e Unai Mendia che il 1° marzo 2009, in nove ore, sulla parete est, hanno aperto La suerte de los valientes (“Il destino dei valorosi”): una linea di 700 metri (i primi 200 in comune con Guiñols Band) che in sigle suona V/5, M6 e 6a. Vista la sua esposizione, la via poteva essere tentata soltanto di notte o con il cielo nuvoloso: le condizioni ideali – brutto tempo ma non troppo... - si sono presentate proprio un paio di domeniche fa e Mikel e Unai non si sono lasciati scappare l'occasione, arrivando in vetta nella nebbia al termine di una scalata, perlopiù su ghiaccio, trovata piuttosto impegnativa ma anche assai bella.

Unai Mendia in azione lungo La suerte de los valientes (foto Mikel Zabalza, www.desnivel.com)
VÍCTOR GRAU SERRAT: IL COLLEZIONISTA DEI PIRENEI
Dopo quella di Miha Valič e compagni sui Quattromila delle Alpi (si veda il post del 19 aprile) e quella di Franco Nicolini e Mirko Mezzanotte sui Tremila delle Dolomiti, la terza “collezione completa” di cime del 2007 porta la firma di Víctor Grau Serrat. Il ventinovenne spagnolo, in perfetta solitudine, ha infatti salito nel giro di dodici mesi tutti i Tremila dei Pirenei: 213 vette scalate in 31 giorni effettivi. Alcune precisazioni: il giovane alpinista non ha sempre scelto le vie più semplici (qualche volta, anzi, ha proprio deciso di complicarsi la vita...), ha salito più di metà (109) delle cime durante lo scorso mese di luglio ed è arrivato a mettere nello zaino fino a 22 successi in un solo giorno.
STÉPHANE PERRON: LA FEDE ASSOLUTA NELL'AUTOASSICURAZIONE
Da solo ma senza rinunciare alla libera, fidandosi al cento per cento dell'autoassicurazione: è questa la filosofia di Stéphane Perron, canadese, 33 anni, di professione insegnante di fisica, che nel maggio scorso ha salito nel “suo” stile i 37 tiri di corda – difficoltà massima 7c – di Free Rider su El Capitan, nella californiana Yosemite Valley. L'avventura di Stéphane è durata sette giorni, con tre lunghezze riuscite al secondo tentativo a causa di altrettanti voli. Da notare che dopo le cadute il nostro protagonista ha sempre completato i tiri e, durante le calate per tornare alle soste inferiori e quindi ripartire, ha sempre recuperato tutte le protezioni. In precedenza, prima di riuscire su Free Rider, Perron aveva raggiunto il suo obiettivo (ascensione solitaria in libera) lungo The Crucifix (7a+) sull'Higher Cathedral Rock (in nove ore). Per concludere: se all'impegno della scalata free aggiungiamo il problema (anche psicologico) dell'autoassicurazione, i recuperi del saccone, le calate e infine le risalite, la settimana passata su El Capitan dal solitario canadese assume le sue vere dimensioni, per nulla indifferenti.
TRIS DI VIE ALL'INSEGNA DELL'ALTA DIFFICOLTÀ (E DEI CHIODI LONTANI…) PER CHRISTIAN RAVIER E COMPAGNI
Christian Ravier (nella foto a lato): con lui antico e moderno vanno sempre a braccetto. Non ci credete? Per convincervi date un'occhiata alle ultime creazioni della guida di Pau che recentemente, con un nutrito gruppo di soci, ha lasciato per ben tre volte la sua firma inconfondibile sulle pareti del versante meridionale dei Pirenei. La primavera verticale di Ravier, all'insegna delle protezioni tradizionali e distanziate (l'antico) e dell'alta difficoltà (il moderno), è cominciata in anticipo rispetto a quella del calendario. Il 1° marzo scorso, infatti, su una muraglia di conglomerato (quella roccia strana, che richiede molta attenzione: la foto qui sotto vale più di tante parole...) nei pressi di San Juan de la Peña, a Christian e Pierre Puiseux, è riuscita Fais gaffe!: una linea di 170 metri con difficoltà di 6b+. Poco più di un mese dopo, per la precisione l'8 aprile, nel mirino del nostro protagonista è finita la parete est della Peña de Ezkaurre (2045 m, valle di Ansó) dove, in compagnia di Cécile Munsch, Jean Etcheverry e Rémi Labourie, Ravier ha tracciato una linea breve (150 m) ma molto impegnativa (7a) su roccia eccellente: Tête d'oeuf. E per finire ecco il piatto forte, "cucinato" nel corso del mese di aprile sulla parete sud-est della "solita" Peña de Ezkaurre, molto apprezzata da Ravier. La nuova via, risolta con l'aiuto di Jacques Lacazes, Julien Laurent e Vincent Seger, è stata battezzata Népapeur! e, in 250 metri, oppone difficoltà di 7a e A2. Nei dettagli: 1ª lunghezza, 45 m, 6b, 3 chiodi; 2ª lunghezza, 50 m, 5+/6a, un chiodo, 3ª lunghezza, 40 m, 7a, 4 chiodi; 4ª lunghezza (grande tetto), 45 m, 6a e A2, 5 chiodi; 5ª lunghezza, 40 m, 6b+ e A1, 3 chiodi; 6ª lunghezza, 40 m, 6a+, 2 chiodi.

Massima attenzione sul conglomerato di Fais gaffe! (www.barrabes.com)

Il grande strapiombo della 4ª lunghezza di corda di Népapeur! (www.barrabes.com)

Il tracciato di Fais gaffe! (170 m, 6b+)

La parete sud-est della Peña de Ezkaurre con il tracciato di Népapeur! (250 m, 7a e A2). Si nota, sopra il notevole pilastro iniziale, il grande strapiombo obliquo della 4ª lunghezza di corda
COLLEZIONE DI SALITE SU GHIACCIO E MISTO PER I TALENTI DELL'"EQUIPO DE JÓVENES ALPINISTAS" DELLA "FEDERACIÓN ESPAÑOLA DE DEPORTES DE MONTAÑA Y ESCALADA"
Apertura delle danze l'11 marzo, con Manuel Córdova e Mikel Zabalza impegnati sulla nord della Pala de Ip (2783 m): per loro i 700 metri della classica Ursi, trovata povera di ghiaccio e quindi piuttosto impegnativa (M7). Martín Moriyón, Sidarta Gallego e Simón Elías, lo stesso giorno, riuscivano a concludere in 4 ore un progetto sul Pic de Campane, nei pressi della stazione sciistica del Tourmalet. Si tratta di una linea di ghiaccio e misto battezzata Supergoulotte de Campane: 3 lunghezze da 60 metri con difficoltà di M8 (la prima), 3+ e M6 (la seconda) e 3 e M4+ (la terza). Lungo la via, definita "semisportiva" per la vicinanza alle piste e valutata complessivamente ED+, sono stati lasciati in tutto 9 chiodi, dei quali 6 di sosta e 3 lungo il primo tiro (per cui è necessario integrare abbondantemente). Il 14 marzo, con Manu Córdova e Javi Bueno, Simón Elías riusciva a spuntarla anche sul Pico Occidental de la Cascada (3095 m): 9 ore in parete per tracciare L'équipe, l'équipe, linea di 700 m (12 lunghezze di corda) con difficoltà massime di 6b+, WI5+ e M7 (valutazione complessiva ED+). La via è divisa in due parti, chiaramente distinte: la prima su ghiaccio e neve, non troppo difficile (5 e poi 60°, 4+,
4 e 3+), la seconda con lunghi tratti di misto, impegnativa ed esposta (M5+ e poi M7, 6b+, 5+, 4, 3+, 60° e 75°). Soltanto poche ore dopo l'apertura, il 15 marzo, ecco la prima ripetizione della prima parte della stessa via, firmata da Miriam Marco e Aitor Abendaño che raggiungevano la cima della montagna seguendo una bella cresta. Da segnalare, infine, due salite fino ai 3355 metri della vetta del Monte Perdido (per la parete nord e per la cresta nord-ovest), un tentativo di Manu Córdova, Javi Bueno e Simón Elías lungo la via Ravier (400 m, 6a e A1, TD+) della parete nord della Torre de Marboré (3009 m), la seconda ripetizione parziale de L'équipe, l'équipe (riuscita il 17 marzo a Sidarta Gallego e Martín Moriyón) e la cavalcata di Miriam Marco e Simón Elías lungo il canale sud-ovest del Soum de Ramond (3254 m), poi in cresta fino alla cima del Perdido e da lì a valle con gli sci.
Nella foto in alto, la Pala de Ip (www.infohielo.com). Qui sopra, la nord del Monte Perdido (www.balaitus.com)

Sulla nord della Pala de Ip, lungo la classica Ursi (www.infohielo.com)

Ancora sulla Pala de Ip (www.infohielo.com)

I difficili tiri di ghiaccio e misto de L'équipe, l'équipe sul Pico Occidental de la Cascada (www.alpinist.com)

Il Monte Perdido (a sinistra) e il Soum de Ramond (www.balaitus.com)

Simón Elías (www.desnivel.com)

Sidarta Gallego (www.desnivel.com)

Javi Bueno (www.desnivel.com)

Miriam Marco (www.desnivel.com)