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IN SIBERIA, IN INVERNO, ALL'INSEGNA DELL'ESPLORAZIONE: UNA SPEDIZIONE IBERICO-OLANDESE TRACCIA DUE VIE NUOVE SU ALTRETTANTE CIME INVIOLATE
Alpinismo di ricerca in Siberia, precisamente in Transbaikalia – la regione a nord-est del grande lago Baikal, dove si trova l'importante catena dei monti Stanovoi - per gli spagnoli Curro González e Vicente Holgado e l'olandese Gerard Van den Berg. Il terzetto, partito da Madrid il 21 febbraio scorso, si è mosso nel settore orientale dei monti Muiski meridionali: di una delle tante dorsali che caratterizzano la zona e che, sviluppandosi per 300 chilometri da ovest a est, poco distante (circa 100 chilometri) dal lago Baikal, tra la valle Muya a nord e la valle Tsypa a sud (i Muiski meridionali sono paralleli alla ferrovia Transiberiana, che corre poche decine di chilometri a nord), culmina nei 3067 metri del Muiski Gigante. E proprio questa grandiosa montagna, cattedrale di roccia che si innalza dal fondovalle con versanti di 1400 metri e che conta 4 salite certe, era l'obiettivo principale di González e compagni, intenzionati ad aprire una via nuova sulla sua parete est. Tuttavia, una volta raggiunto il campo base e piazzato il campo 1, il vento forte, le continue nevicate e il termometro a -47° - tutti i normali ingredienti dell'inverno siberiano - hanno consigliato ai tre amici di cercare altri obiettivi. Così l'attenzione è caduta su due cime inviolate nelle vicinanze del Muiski Gigante. Sulla prima, battezzata Casteldefells Peak (2700 m), la cordata ha risolto Salo (400 m, 70°, M4, Salo in russo significa “lardo”: durante la spedizione ne è stato consumato parecchio...) mentre sulla seconda, alta circa 2600 metri e rimasta senza nome, è stata tracciata Cor (1100 m, 60°, IV+). Le montagne della Transbaikalia, come spiega Konstantin Beketov, «hanno un aspetto alpino, con pareti di 1000 metri la maggior parte delle quali ancora da salire (González le ha paragonate ai giganti della Patagonia, ndr)». Lo stesso Beketov precisa che «nonostante i difficili e lunghissimi accessi, i monti Muiski meridionali potrebbero diventare una popolare meta per le spedizioni del prossimo futuro» (K. BEKETOV, East of lake Baikal. Introducing of big granite walls of Tranbaikalia, Siberia, “The American Alpine Journal”, 2006, pp. 140-147) e lancia così un segnale: l'arte di salire le montagne, al di fuori delle solite rotte, ha ancora spazi vastissimi per esprimersi, “pagine bianche” e “nuove parole” (www.intotherocks.splinder.com/post/16697632) per dar vita a mai raccontate, entusiasmanti storie verticali.

Un momento della salita al Casteldefells Peak

Il Casteldefells Peak con la via di González e soci

L'altra cima salita dalla spedizione iberico-olandese

Patagonia? No, Transbaikalia

Tre importanti cime dei monti Muiski meridionali: da sinistra a destra il Muiski Gigante (3067 m), l'Imeninik e il Dvurogaya (la foto è stata scattata da nord-est)
Foto: www.barrabes.com e arch. K. Beketov (dall'American Alpine Journal, 2006, p. 144)